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FUNGHI Armillariella Mellea (Chiodino, Famigliola Buona)
Armillariella = da armilla (nome dato al tipo di anello di cui è fornito) Funghi buoni. SAPORE E ODORE DEI FUNGHI: odore lieve, fungino; sapore amaro.
SI PUÒ CONFONDERE CON ALTRI FUNGHI: le altre specie di funghi che crescono solitamente in cespi di più individui; cioè: la Clitocyte Tabescens (funghi buoni), che a prima vista è pressochè identica ma non ha anello ed è più esile; la Pholiota Mutabilis (funghi eccellenti), normalmente più esile, si distingue per il cappello marroncino liscio e igrofano (che cioè, con tempo umido, si impregna d'acqua). L'Hypholoma Fasciculare (funghi tossici), (detto fra l'altro Falso Chiodino) e l'Hypholoma Sublateritium (funghi tossici, funghi sospetti), si differenziano dall'Armillariella Mellea perchè hanno cappello e gambo lisci, sono privi di anello, hanno tinte più vivaci; eppure, nonostante queste macroscopiche differenze, sono state spesso confuse col chiodino ed hanno dato luogo a fastidiosi avvelenamenti. L'Hypholoma Capnoides (funghi discreti), si differenzia per le lamelle grigie, il cappello liscio, e la mancanza di anello.
DOVE E QUANDO CRESCONO I FUNGHI: sono una specie di funghi parassita molto dannosa, soprattutto per i gelsi; cresce sui ceppi, su tronchi di piante sane, su legno sotterrato (sembrano, in questo caso, funghi terricoli). È ospite di' una vastissima gamma di piante: gelso, robinia, sambuco, faggio, querce, castagno, abete, nocciolo, acacia, olmo, pioppo, olivo, salice (tra i più comuni). Lo si trova sia in pianura sia in montagna, nei boschi, nelle coltivazioni, nei filari. I luoghi in cui è più raccolto e ricercato sono, in pianura, le ripe dei fossi dei fiumi. Cresce in montagna fin da agosto, in pianura da metà settembre, ma la sua stagione si ptotrae fino ai geli invernali.
VARIETÀ DEI FUNGHI: questa specie è tra le più variabili per colore, forma e sapore a seconda dell'habitat: se cresce su legno interrato o radici è solitamente isolata ed ha il gambo fortemente rigonfio e con carne soda. COME SI PULISCONO I FUNGHI: va lavata molto bene e più volte immersa in acqua perchè spesso cresce lungo i fossi e presso i luoghi dove vengono gettati i rifiuti; si scarti interamente il gambo duro e legnoso degli esemplari maturi. COME SI CUCINANO I FUNGHI: per la sua abbondanza il chiodino è molto consumato in tutta Italia; generalmente è cucinato in umido e si accompagna molto bene con la polenta e gli spaghetti. Ma attenzione: il chiodino va sempre fatto bollire qualche minuto in acqua per togliergli il sapore amaro e renderlo digeribile; i funghi vanno scolati dopo avere, durante la bollitura, schiumata l'acqua; il fungo va poi cucinato nel modo preferito, ma sempre cotto per almeno un'ora e mezza, altrimenti risulta, duro e pesante. Anzi, secondo alcuni autori il chiodino non sbollentato e cotto poco risulta un (funghi tossici). Comunque è bene sapere che i chiodini più amari sono i meno digeribili e che, comunque, non tutti gli organismi li tollerano. COME SI CONSERVANO I FUNGHI: anche per motivi pratici (lo si raccoglie spesso in grandissime quantità) il chiodino si presta ad essere conservato sia sott'olio, sia sott'aceto, sia al naturale. Va comunque, essendo piuttosto duro, sbollentato più a lungo delle altre specie di funghi. |
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